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Giorgione a Padova

"Giorgione e Padova. L’enigma del carro" - ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta dipinta da "Zorzi" nel suo capolavoro, presente in mostra - è il titolo di un evento singolare che, partendo dall'interpretazione in chiave padovana di alcune opere del Maestro...

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Giorgione multimediale

E' veramente Padova la città che Giorgione volle immortalare nella sua rivoluzionaria Tempesta? Un sistema multimediale di grande efficacia, realizzato su progetto di CREATIVE PLANET Webdesign & Media, svela le segrete allusioni dell'enigmatico dipinto...

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DOMENICA 16 GENNAIO APERTURA STRAORDINARIA FINO ALLE 22.00

Domenica 16 gennaio, ultimo giorno della mostra "Giorgione a Padova.L'enigma del carro": per l'occasione la mostra rimarrà aperta fino alle ore 22.00. Visite guidate individuali alle ore 10.30, 11.30, 14.00, 16.00, 18.00 e 21.00. Per informazioni e adesioni rivolgersi direttamente alla biglietteria.

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Giorgione a Padova... e a Castelfranco

Conserva il biglietto della mostra "Giorgione a Padova. L'enigma del carro" e visita il museo Casa Giorgione a Castelfranco Veneto (TV). Con l'acquisto del biglietto presso uno dei due musei si avrà l'ingresso ridotto nell'altro. Per informazioni 0423.725022 www.museocasagiorgione.it.

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Una suggestiva mostra ai Musei Civici di Padova con un’indagine senza precedenti sulla Tempesta che ne identifica la città.

La Tempesta di Giorgione, l’opera-icona dell’affascinante artista di cui quest’anno si celebrano i 500 anni dalla morte, non finisce di dar vita a mille differenti letture e interpretazioni, di svelare storie o assecondare ricostruzioni di personaggi, luoghi o eventi.

E dunque, se il “paese” su cui si scatena l’inatteso fulmine - rivoluzionario nella storia della pittura per il suo spiazzante protagonismo - fosse nientemeno che la città di Padova?
Una conferma in tal senso viene dalla mostra allestita presso i Musei Civici agli Eremitani e curata da Ugo Soragni, Davide Banzato e Franca Pellegrini.

Da un lato i fossati della cittadella con il Castello potrebbero ricordare quelli della città antoniana del tempo e gli edifici immortalati dall’artista di Castelfranco trovano corrispondenze nel ponte San Tomaso, nella cupola del Carmine con la torre di Ezzelino, nella Porta di Ponte Molino. E c’è anche chi intravede allusioni alla fondazione leggendaria della città da parte di Antenore, in particolare nella figura del guerriero.

Nessun azzardo, dunque, ma un’ipotesi fascinosa e intrigante, che conferma – accanto a tanti altri indizi – l’esistenza di uno stretto rapporto professionale e personale di Giorgione con Padova: quel rapporto su cui s’incentra l’originale mostra.

“Giorgione e Padova. L’enigma del carro” - ovvero lo stemma dei Carraresi visibile sulla porta dipinta da “Zorzi” nel suo capolavoro, presente in mostra - è dunque il titolo di un evento singolare che, partendo dall’interpretazione in chiave padovana di alcune opere del Maestro, ricostruisce rapporti, evidenzia affinità culturali, suggerisce riferimenti iconografici e influenze reciproche tra Giorgione e l’ambiente culturale, artistico e letterario della città, tra il XV e il XVI secolo.

Circa 60 opere, tra cui appunto La Tempesta e Mosè alla prova del fuoco di Giorgione - presentati ora attraverso nuove prospettive - numerose incisioni dell’amico e “ispiratore” patavino Giulio Campagnola, strumenti scientifici e documenti storici, insieme a importanti opere dei Musei Civici di Padova (Giorgione, Tiziano, Boccacino, Luini, Previtali, ecc.) e prestiti significativi dagli Uffizi di Firenze, da Berlino, Francoforte, Napoli, Roma, Parma, Pavia e Brescia a suggerire indubitabili legami con l’opera giorgionesca e con i suoi temi tipici: pastori, paesaggi, astrologi, meditazioni sulla malinconia, sulla vita e sulla morte.